giovedì 4 ottobre 2007

Turista fai da te?

mi sa di si, ma almeno sto assaporando la libertà! Ho lasciato il lavoro, non faceva per me. Troppi se e troppi ma, troppe domande e poche risposte. E quindi ho passato la giornata cercando di mischiarmi tra la gente, turisti e non, che affollano le strade di questa splendida città :)

Prima tappa Notredame, poi Centre Pompidou e subito dopo la tappa obbligata alla cattedrale di St. Eustache (che era pure chiusa, ma vedi che cul). Poi una luuuunga passeggiata senza meta...alla fine ho praticamente girato in tondo senza accorgermene -__-'

Touche du bois

ma si...tocchiamo ferro. Questo, magari detto direttamente sotto la Torre Eiffel, farebbe la sua scena. Peccato che sono qui da 4 giorni e di Parigi ho visto solo il vialone che mi porta all'ufficio...Che tristezz -__-'

Everyday is exactly the same cantava Trent Reznor, ed è questo il tunnel in cui mi sono infilato, ogni giorno segue il precedente secondo lo stesso fantozziano canone.
Hotel-ufficio-spesa-hotel.
E ci voleva che venivo a Parigi.

Stasera sono andato a fare due passi. La serata prometteva bene, poche nuvole, una buona temperatura. Dove sono andato a finire? A piazza Felix Ebouè. L'unico posto con delle luci e qualche locale. Poi ditemi voi se questo è normale.
"Così stanno le cose? Va bene, allora adesso vediamo." E sono andato al Mc Donald. No comment.

Sabato c'è la notte bianca. Resisterò abbastanza per vedere Parigi di notte come si deve? Riuscirò a comprare qualche souvenir o almeno a rimpiazzare il portachiavi della tour Eiffel che ho perso in ascensore prima di partire (inquietante segno premonitore..) ?

Stasera post fiacco. La mia vena poetica oggi è fuori servizio. In attesa di novità mi tuffo fra le braccia di Morfeo privo di morfina a sollevarmi dalla normalità.

lunedì 1 ottobre 2007

Le temps des pommes!

...ovvero, diario di bordo, Day 2 (o forse dovrei dire Jour deux ? Votate amici!).

Ho dormito male stanotte. Nessun sogno agitava il mio mare, e intanto io martoriavo coperte e lenzuola, l'inconscio indeciso fra caldo e freddo. Colazione veloce e poi giù per strada, nel caos mattutino, fra bambini inseguiti dalle mamme e impegni inseguiti dal resto del mondo.

E poi ho preso finalmente servizio in ufficio. Devo dire la verità, probabilmente mi aspettavo qualcosa di più sofisticato, ma forse sono io che ho la concezione di ufficio di informatici come serie di cubicoli incatastati...
L'ufficio si trova al sesto piano di un palazzo a Place Félix Eboué ( nella foto c'è la fontana al centro della piazza). Ci lavorano 6-7 persone, francesi e israeliani, più il titolare che mi ha contattato che è italiano. Parlano tutti inglese per mia fortuna, almeno posso fare due chiacchiere con qualcuno...
Giornata monotona. Se usassi un telegramma per descriverla non spenderei granchè. Parlato poco, assorbito molto. Sistemato pc. Fatto due palle tante. Stop.

Ciao mamma.

domenica 30 settembre 2007

Ahh.. viv la frans!

Ok, è stato un countdown un pò fasullo, ma adesso cercherò di essere più costante...per farla breve oggi sono arrivato a Parigi :) Come? Perchè? Ma soprattutto: e a noi? Ok inizio dall'inizio (lol). Alla fine di agosto mi contatta questa ditta francese che si occupa principalmente di CAD (software per architetti per intenderci). Mi offrono un periodo di prova da loro, viaggio, vitto e alloggio.
Ho fatto i miei conti e ho deciso di accettare, almeno per il mese di prova...male che vada, è in ogni caso un mese di semi-vacanza all'estero :)

Ho preso l'aereo oggi e sono arrivato allo Sport Hotel attorno alle 19.

Parigi...più di 1500km da casa, un intero universo mi separa dalla mia metà. Quanto tempo resisterò? Per fortuna ho il mio portatile e qui sono molto diffuse le reti wifi, quindi nn dovrei avere grossi problemi a comunicare con casa (ho anche una webcam), ma sono così lontano da LEI!
Mi manca e già adesso mi sento morire. Sull'aereo attraversavo mari bianchi di neve e nuvole, montagne di cui non conosco il nome ed enormi campi e pianure avvolti da una bassa nebbia.
Il mondo mi camminava intorno, e i suoi colori sbiadivano, pian piano, confondendosi nel cattivo tempo, mentre metà del mio cuore rimaneva indietro, lontano da me.